COME REALIZZARE

 

UN MENÙ PER I TUOI CLIENTI?

 

Guida per chi vuole diventare

 

chef a domicilio partendo da 0.

 

 

 

 

 

 

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ESTRATTO DAL MIO EBOOK

 

COME DIVENTARE CHEF A DOMICILIO

 

PARTE 3 IL MENTORE

 

 

Un buon menu deve essere armonico e seguire

 

una linea coerente anche se si può creare

 

un menu dai sapori inaspettati come terra e mare.

 

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Se vuoi cimentarti in menù inaspettati

 

devi farlo seguendo il criterio

 

dell’intensità dei sapori.

 

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Se applicato alla ristorazione professionale,

 

oggi il verbo cucinare ha un significato

 

più ampio che in passato.

 

Una volta la sequenza era semplice:

 

i cibi venivano preparati e serviti, se non

 

necessitavano di cottura, oppure cotti e poi serviti.

 

Oggi non è più così, l’universo che ruota attorno

 

alla cucina professionale è molto più complesso.

 

Si inizia sempre con la preparazione degli ingredienti:

 

sbucciare, lavare, porzionare, tagliare a cubetti, ecc.

 

terminando poi in maniera varia e complessa.

 

 

CONSIGLI DI CARATTERE GENERALE

PER LA REALIZZAZIONE DI UN BUON MENÙ:

 

 

Le portate dovrebbero essere decise in base

 

alle preferenze del tuo cliente e dei suoi invitati degli

 

invitati. È una buona abitudine quella di annotare

 

nella tua cartella clienti i gusti di chi ti contatta,

 

utile anche per evitare di offrire, più di una volta,

 

lo stesso menù alle medesime persone.

 

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Di regola il menu dovrebbe comprendere almeno

 

tre portate e non più di cinque per un pasto classico.

 

Per un menù degustazione 8/9 portate vanno bene.

 

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Per i menu a tema: cena a base di funghi,

 

di carne oppure di pesce, è sempre buona norma,

 

chiedere informazioni sulle preferenze in fatto di cibo.

 

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Il menu deve essere preferibilmente semplice e

 

collaudato, servendo piatti, che con alta probabilità,

 

piaceranno a tutti. Solo con i clienti che ti chiamano

 

spesso, e con cui si è in buona confidenza

 

è consigliabile sperimentare nuove ricette.

 

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Il menu di mezzogiorno è sempre più ricco e

 

sostanzioso di quello della sera, dove non sarebbe

 

corretto, per esempio, offrire salumi o formaggi.

 

A pranzo, di conseguenza, è meglio servire la pasta,

 

preferibilmente lavorata a mano, mentre a cena

 

sono più indicate minestre e vellutate.

 

Gli antipasti della cena, inoltre, dovrebbero

 

essere preferibilmente caldi.

 

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Si dovrebbe evitare l’utilizzo di aromi troppo forti

 

o l’uso eccessivo di aglio e di peperoncino, affinché

 

gli invitati i commensali non si sentino a disagio.

 

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Il menu deve essere bilanciato, preparato con prodotti

 

di stagione e deve essere vario. Abbina cibi morbidi

 

e croccanti e tieni sempre conto delle esigenze

 

di eventuali clienti e/o ospiti vegetariani o celiaci.

 

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Carne e pesce possono coesistere nello stesso menu.

 

Possono rappresentare due portate distinte

 

oppure una sola portata in stile Surf n’Turf.

 

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I cibi seguono la regola dei vini e quindi si portano

 

in tavola in ordine crescente di sapore. Il pesce,

 

pertanto, sarà sempre servito prima della carne.

 

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Per i secondi occorre sempre prevedere

 

due o tre contorni: per gli arrosti

 

uno di questi dev’essere un’insalata.

 

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Evitare che in uno stesso menu ci siano due ricette

 

che contengono gli stessi ingredienti, salvo casi

 

particolari come per esempio il menu a tema, e

 

che due piatti abbiano lo stesso tipo di cottura.

 

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Evitare la monotonia, come per esempio

 

un menu monocolore, a meno che non sia

 

il tema della serata.

 

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Tenere conto di gusti ed esigenze non è una

 

“forzatura” alla tua cucina, piuttosto una

 

piacevole sfida: quella di accontentare

 

i tuoi clienti e mandarli a casa

 

rendendoli sazi e felici.

 

 

 

Ospiti sazi e felici

 

non significa pieni come un uovo,

 

a caccia del diger seltz.

 

 

 

 

PUOI PROPORE UN MENÙ IN 2 MANIERE:

 

1) Il cliente ti richiede un menù in base ai suoi sfizi,

 

a base di pesce o carne, solo antipasti e dessert, ecc.

 

o in base al tipo di evento: cena fra amici,

cena di lavoro, ecc.

 

 

2) Il cliente si basa sulle tue proposte di menù

 

di stagione, come si fa al ristorante.

 

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Personalmente lascio al cliente la

 

possibilità di scegliere tra questi due modi.

 

Ti consiglio di tenere sempre pronti dei menù

 

di stagione pre-stabiliti con scelta dell’antipasto,

 

del primo, del secondo, ecc. così da essere

 

sempre pronto ad ogni richiesta.

 

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Nella scelta e nella composizione del menù,

 

i clienti devono avere maggior libertà rispetto

 

al ristorante. Proponi menù su misura,

 

come si fa per i vestiti! Il cliente deve poter

 

gustare un menù che piace a lui e non

 

quello che piace a te o ti fa comodo.

 

 

 

Non dimenticare di testare i tuoi nuovi piatti

 

prima di proporli. Migliora il gusto e l’impiattamento

 

dei tuoi piatti nel corso della stagione.

 

 

 

 

Adatta i menù alle diverse tipologie di prestazione

 

e all’occasione del momento: cena romantica,

 

pranzo d’affari, cena di famiglia, compleanno,

 

comunione, battesimo, pensione, nascita, brunch,

 

baby-shower, slunch, cocktail, barbecue, ecc.

 

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Preparati dei menù delle feste:

 

Natale, San Valentino, festa del papà,

 

festa dei nonni, Pasqua, Ferragosto, ecc.

 

e pubblicali sul tuo sito tre settimane prima

 

accompagnati sempre da una

 

versione PDF scaricabile.

 

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Ti consiglio, se scegli di fare dei menù pre-stabiliti,

 

di non proporre una scelta di prodotti di lusso:

 

astice, tartufo, ecc. (almeno all’inizio dell’attività),

 

eviterai così di presentarti sul mercato con

 

prezzi troppo alti ed inoltre eviterai

 

di fare poco margine.

 

 

 

Un bravo chef si riconosce dalla sua capacità

 

di usare prodotti semplici, ben preparati,

 

con una giusta cottura, un condimento adeguato,

 

una fine presentazione e un

 

piccolo tocco di originalità.

 

 

 

 

Scegliere un prodotto economico non vuole

 

sempre dire scegliere un prodotto pessimo.

 

Un prodotto di stagione, al costo più favorevole,

 

ti permetterà di praticare prezzi ragionevoli.

 

I menù semplici diventeranno i tuoi menù vincenti.

 

In stagione, è meglio proporre un filetto

 

di sgombro selvatico piuttosto che

 

un filetto di branzino di allevamento.

 

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Evita di fare menù che richiedano preparazioni

 

troppo impegnative. Le cucine non sono tutte grandi,

 

raramente ci sono più di cinque gas sul piano di

 

cottura e spesso il piano di lavoro è piccolo.

 

Meglio fare bene ciò di cui si è capaci

 

piuttosto che tentare l’avventura.

 

Sarà già un’avventura lavorare

 

nelle cucine di case o ville sempre diverse!

 

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Per una cena, ti consiglio di non abbondare

 

nelle porzioni e di non proporre piatti pesanti

 

o difficili da digerire. La sera, dopo una giornata

 

di lavoro, ma soprattutto prima di andare dormire,

 

la gente non vuole appesantirsi lo stomaco.

 

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Se si tratta di un pranzo, è un po' diverso,

 

direi che la gente si “abbuffa” di più, soprattutto se è

 

una festa: comunione, matrimonio, compleanno, ecc.

 

e quindi puoi abbondare un po' di più le porzioni a

 

meno che il tuo cliente non ti domandi porzioni

 

leggere. Al limite, dopo un buon pranzo,

 

la gente andrà a fare una pennichella

 

e sarà felice!

 

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Potrai a volte rimanere sorpreso da alcune richieste

 

come una semplice lasagna al forno oppure un

 

polpettone di carne. Non meravigliarti della richiesta,

 

non è che pensino che tu non sappia cucinare ma

 

semplicemente il tuo cliente conosce bene i suoi

 

invitati in quanto famigliari, amici stretti

 

e/o non sono grandi intenditori e quindi

 

per loro non vale la pena di spendere tanto

 

in prodotti particolari e/o costosi.

 

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Non ho mai rifiutato questo genere di richieste,

 

è comunque una prestazione che faccio pagare come

 

tutte le altre e inoltre possono diventare clienti abituali

 

chiamandomi spesso per altri eventi in famiglia o per

 

degli amici e per numero di persone minore

 

o maggiore. In ogni caso cerco di cucinare

 

e presentare la migliore lasagna e il migliore

 

polpettone che loro non hanno mai mangiato.

 

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Fare “il difficile” per questo genere di richieste,

 

personalmente trovo sia molto presuntuoso,

 

poi sta a te decidere se mandarli a mangiare

 

la lasagna nella trattoria del quartiere

 

o cucinare per loro. Forse in quella zona esiste

 

un alto potenziale di clienti, sta a te decidere

 

se crearti un giro grazie a una deliziosa lasagna

 

oppure lasciare perdere.

 

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Non pensare che potrai avere un giorno

 

una stella Michelin facendo questo lavoro.

 

Il “Fly down” è alquanto consigliato in questo lavoro,

 

soprattutto all’inizio dell’attività, quando diventerai,

 

un cuoco confermato, referenziato, ecc.

 

potrai decidere se volare alto o no.

 

Ricordati che per andare in alto ci vuole

 

tanto tempo ma per perdere quota

 

ci vuole poco più di un minuto.

 

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Per farti strada nel mondo degli chef a domicilio

 

devi proporre sul tuo sito delle ricette particolari, poi

 

se il cliente ti chiede una lasagna è un suo problema,

 

si perderà i piatti più particolari che sai fare!

 

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Devi cercare di seguire le tendenze del momento,

 

puoi diventare esperto di cucina healthy food,

 

menù per celiaci, sushi, ecc. Sono alla moda anche

 

i pizzaioli a domicilio oppure con il food truck.

 

 

 

 

 

 

JOHANN DESNOUES

 

CHEF A DOMICILIO

 

professionale, referenziato

 

e specialista dal 2007 in Lombardia

 

nell’organizzazione di eventi,

 

buffet, pranzi, brunch e cene

 

in case private e società.

 

 

 

 

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