REGOLE PER EVITARE

 

LE INTOSSICAZIONI ALIMENTARI

 

Guida per chi vuole diventare

 

chef a domicilio partendo da zero!

 

 

 

 

 

 

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ESTRATTO DAL MIO EBOOK

 

COME DIVENTARE CHEF A DOMICILIO

 

PARTE 3 IL MENTORE

 

 

Chi meglio di un cuoco coscienzioso con gli attestati

 

HACCP sa comportarsi a regola d’arte lavorando

 

minuziosamente evitando rischi di contaminazione

 

di qualsiasi genere?

 

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Rispettando qualche regola d’igiene eviterai

 

intossicazioni alimentari ai tuoi commensali.

 

Alcune regioni impongono agli chef/cuochi di

 

possedere la tessera sanitaria che può

 

essere richiesta all’ASL di zona.

 

 

Devi assolutamente informarti

 

sulla normativa d’igiene e sanità HACCP:

 

“Hazard Analysis Critical Control Points“

 

“Analisi dei Punti Pericoli e Punti Critici di Controllo”

 

per sapere tutto sulle principali cause di

 

contaminazione nel settore della ristorazione.

 

Ti consiglio di seguire uno o più corsi

 

d’aggiornamento sulle normative d’igiene e

 

sicurezza per i ristoranti. Puoi chiedere all’ASL della

 

tua città dove si svolgono questi corsi. Le regole

 

dovranno essere applicate dai tuoi clienti.

 

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Portare la mascherina chirurgica durante la

 

tua prestazione è una delle protezioni più

 

adeguate e più rassicuranti per il cliente.

 

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Il tuo cliente e i suoi ospiti ovviamente non

 

porteranno la mascherina ma tu che cucini

 

e servi a tavola sì, informati su quelle davvero

 

efficaci per proteggerti e proteggere loro.

 

Per l’aspetto estetico puoi portarne una di

 

tessuto ma è più che consigliato metterne

 

sotto anche una chirurgica.

 

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Il problema dei guanti è che devono essere

 

cambiati spesso. Purtroppo ci sono cuochi

 

che tengono gli stessi guanti per tutta la serata

 

lavandoli ogni tanto. Cosa assolutamente da non fare!

 

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È meglio lavorare senza, lavandosi spesso e

 

bene le mani usando il materiale adeguato:

 

pinze, forchette, cucchiaio, ecc. piuttosto

 

che indossare tutto il tempo del servizio,

 

gli stessi guanti.

 

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L’importanza della sicurezza alimentare è regolata

 

da precise normative europee fin dal 1997,

 

quando in Italia, fu ufficialmente recepita

 

una direttiva europea nota con la sigla HACCP.

 

 

Secondo la volontà dei legislatori europei dell’epoca,

 

il rischio risiedeva nei luoghi, dove gli alimenti

 

erano realizzati e dove si svolgevano attività

 

di cucina: ristoranti, bar, ecc.

 

 

In quasi vent’anni di applicazione sistematica

 

e di controlli da parte dei servizi SIAN

 

(Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione) delle

 

diverse ASL, la situazione è molto migliorata, anche

 

se stando alle statistiche, non ancora accettabile.

 

 

Secondo uno studio svolto da un’agenzia tedesca

 

per la sicurezza alimentare, sono oltre 100mila

 

i casi di disturbi alimentari in parte gravi, causati

 

dalla presenza di batteri, virus e parassiti nei cibi.

 

 

L’arrivo della stagione estiva e con esso

 

l’aumento di rischi di contaminazioni, rende

 

più che mai interessante un ripasso su alcuni

 

punti base necessari alla sicurezza alimentare.

 

 

 

ECCO LE REGOLE D’ORO

PER MANGIARE IN SICUREZZA

 

Regola 1

 

Curare l’igiene personale.

 

Sull’epidermide vivono numerosi microrganismi che,

 

posso essere contenuti attraverso un’accurata

 

igiene della persona. Portare un copricapo e

 

tenere i capelli raccolti impedisce alla forfora

 

di trovare terreno fertile.

 

 

 

Regola 2

 

L’abbigliamento.

 

Per non trasportare microorganismi dall’esterno,

 

quando entriamo in cucina, dobbiamo avere

 

l’accortezza di tenere separato l’abbigliamento

 

da lavoro da quello con cui ci avviciniamo ai

 

fornelli. Gli indumenti di cucina devono essere

 

possibilmente di colore chiaro (facoltativo)

 

per evidenziare meglio le tracce di sporco e alcuni,

 

come gli strofinacci, devono essere cambiati spesso.

 

 

 

Regola 3

 

Gli accessori d’abbigliamento.

 

Uno chef a domicilio professionista sa che non deve

 

portare durante tutta la sua presenza dal cliente:

 

anelli, braccialetti, collane, orecchini ed orologi,

 

per evitare che diventino un luogo dove i batteri

 

possono trovare ospitalità, e dove sono

 

sempre presenti.

 

 

 

Regola 4

 

Attenzione agli ingredienti cotti.

 

La presenza dei batteri su un alimento cresce

 

con la temperatura: stai attento e lavora in fretta

 

le preparazioni di cibi tiepidi o a temperatura

 

ambiente, soprattutto se l’intervallo tra

 

una preparazione e l’altra è di qualche ora.

 

 

 

Se hai necessità di assemblare separatamente

 

ingredienti complessi, magari perché richiedono

 

tempi lunghi di preparazione, non eccedere mai

 

oltre qualche ora fra preparazione ed uso.

 

 

 

Regola 5

 

Chiudere i contenitori.

 

Chiudi o copri, sempre i contenitori alimentari,

 

soprattutto quelli delle pietanze cotte, utilizzando

 

coperchi, piatti puliti, pellicole trasparenti o alluminio,

 

per impedire ai microrganismi presenti nell’aria o

 

portati da insetti, di contaminare le tue preparazioni.

 

 

 

Regola 6

 

Attenzione a scongelare.

 

Lascia scongelare, è molto importante, lentamente

 

i grandi pezzi di carne, sia rossa sia bianca e i

 

polli interi. Se il processo di scongelamento non

 

raggiunge l’interno, il tempo di cottura e la

 

temperatura stabilita potrebbero non

 

essere sufficienti a eliminare i batteri,

 

che potrebbero riprodursi nel

 

successivo raffreddamento.

 

 

 

Regola 7

 

Scolare il liquido dopo lo scongelamento

di carni rosse e pollame.

 

Il liquido di scongelamento, spesso contiene

 

microrganismi potenzialmente in grado di

 

contaminare l’alimento e perciò non deve

 

assolutamente entrare in contatto con altri

 

ingredienti. Raccogli il liquido di scongelamento con

 

carta assorbente monouso, detergiti e disinfettati

 

bene le mani e non dimenticarti di pulire

 

e disinfettare anche le superfici e gli

 

utensili entrati in contatto con il liquido.

 

 

 

Regola 8

 

Assaggiare correttamente.

 

Quando si degusta un piatto durante la preparazione,

 

per verificarne sapore e grado di cottura, bisogna fare

 

attenzione che la saliva, nella bocca, vivono miliardi

 

di microorganismi, non finisca nelle pietanze. È più

 

igienico prelevare una piccola porzione di alimento

 

in preparazione con un cucchiaio pulito e monouso.

 

Se hai messo il cucchiaio in bocca, non devi rimetterlo

 

nella salsa prima di essere stato lavato bene.

 

 

 

Regola 9

 

Non afferrate le pietanze e le superfici

interne dei piatti a mani nude.

 

Le nostre mani brulicano di microrganismi e

 

batteri che possono essere trasmessi all’alimento

 

o depositati sui piatti se presi a mani nude. Indossa

 

sempre guanti puliti monouso per fare le porzioni

 

e mescolare i piatti da non riscaldare più e non far

 

entrare a contatto la superficie interna dei piatti con

 

le mani nude. Una mancanza che, purtroppo, si vede

 

spesso nelle trasmissioni televisive di grande impatto.

 

Personalmente lo trovo inammissibile dovrebbero

 

essere i primi a mostrare l’esempio.

 

 

 

Regola 10

 

Riscaldare correttamente.

 

Il calore è il nemico peggiore per batteri

 

e microorganismi. È pertanto fondamentale

 

riscaldare gli alimenti a 70° C circa per almeno

 

3 minuti consentendo al calore di penetrare

 

anche negli strati più interni degli alimenti,

 

soprattutto per i cibi che sono stati

 

temporaneamente raffreddati

 

e che vanno serviti caldi.

 

 

 

Regola 11

 

Tenere il cibo ad una temperatura

non inferiore ai 65° C.

 

Abbiamo già detto come il legame fra temperatura

 

e carica batterica/microbica sia stretto. L’intervallo

 

di temperatura tra i 15 e i 55° C è il più pericoloso,

 

perché rappresenta la fascia in cui i batteri si

 

moltiplicano rapidamente. Per questo motivo

 

è molto importante che i cibi tiepidi, pronti

 

per essere serviti, raggiungano, almeno,

 

i 65° C e somministrati non oltre le tre ore.

 

 

 

Regola 12

 

Per impedire ai germi di riprodursi

 

durante la fase di raffreddamento, la temperatura

 

deve scendere dai 65 ai 10° C in un periodo di tempo

 

non superiore alle due ore. Per facilitare e velocizzare

 

il raffreddamento puoi porzionare

 

il cibo in contenitori più piccoli.

 

 

 

Regola 13

 

Non ridurre il ciclo di lavaggio della lavastoviglie

 

prediligi quindi i programmi lunghi e ad alte

 

temperature. Gli avanzi di cibo sulle stoviglie pulite,

 

oltre a fare una pessima impressione, sono un

 

nutrimento appetitoso per germi e batteri.

 

Un’altra regola d’oro da seguire: i detersivi,

 

i disinfettanti e gli antiparassitari non

 

devono entrare in contatto con i cibi

 

e vanno conservati fuori dalla

 

portata di bambini e animali.

 

 

 

 

 

 

Quali cibi vanno nella zona alta del frigo?

 

Il ripiano superiore del frigorifero è quello meno

 

freddo in quanto il freddo tende ad andare verso il

 

basso. Questa zona raggiunge i 5-8°C di temperatura

 

ed è ideale per conservare: formaggi, yogurt, affettati

 

in confezioni sottovuoto, cibi cotti, uova.

 

 

 

Quali cibi mettere nella zona media del frigo?

 

La parte centrale ha una temperatura che va

 

dai 4 agli 8°C ed è perfetta per riporre: salumi

 

già aperti, pasta, carne e verdure cotte,

 

avanzi sughi/salse.

 

 

 

Quali cibi mettere nella zona bassa del frigo?

 

Il ripiano subito sopra ai cassettini ha una

 

temperatura che va dai 2 ai 5°C. Qui si

 

posizionano: carne cruda, pesce crudo,

 

pollame e cibi crudi.

 

 

 

Cosa mettere nei cassetti in basso?

 

I cassetti collocati in fondo hanno

 

una temperatura bassa, tra i 2 e i 5°C

 

e sono riservati a: frutta cruda verdura cruda

 

 

 

Cosa si mette nello sportello?

 

Lo sportello o porta ha una temperatura

 

di 5-10°C ed è idoneo per: latte, bibite,

 

bottiglie d'acqua, vino.

 

 

 

I cassetti di frutta e verdura

 

Frutta e verdura cruda devono essere avvolti

 

in carta assorbente o in sacchetti di carta per

 

alimenti per evitare che si formi umidità e condensa

 

che li farebbero marcire velocemente.

 

Per una conservazione ottimale è

 

consigliabile svuotarla e pulirla.

 

 

 

Come conservare gli avanzi?

 

Gli avanzi di cibo già cotto o affettati aperti

 

devono essere ben chiusi e riposti in frigo

 

con contenitori o sacchetti per il sottovuoto.

 

 

 

Dove è meglio mettere le uova in frigorifero?

 

Per le uova solitamente c’è un apposito contenitore

 

collocato nello sportello, ma è consigliabile riporle

 

nel primo piano, possibilmente nella loro confezione

 

originale, meglio se di plastica e non di cartone

 

in quanto più igienica. Se vuoi conservarle nel

 

loro apposito contenitore, sarebbe ideale e

 

più igienico lavarle con amuchina e metterle

 

a testa in giù prima di stoccarle nel frigo.

 

 

 

Come togliere gli odori sgradevoli?

 

Alcuni prodotti naturali hanno la capacità

 

di assorbire, un po’ come delle spugne, gli odori

 

cattivi, quindi se il frigorifero prende un cattivo odore,

 

puoi eliminarlo mettendo una ciotolina di fondi

 

di caffè, di aceto o di latte. Un’ottima alleata è

 

anche la patata: basta lasciarne una sbucciata

 

in frigo per uno o due giorni per assorbire

 

l’odore formatosi, attento però di non lasciarla

 

di più altrimenti rischierebbe di marcire

 

e lasciare cattivo odore!).

 

 

 

Consigli per utilizzare al meglio

il frigorifero e risparmiare elettricità

 

Non appoggiare gli alimenti alla parete in fondo.

 

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Non coprire le griglie perché è importante

 

che ci sia una buona circolazione dell'aria

 

all'interno del frigorifero tra un ripiano e l'altro

 

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Sbrina regolarmente il frigorifero e il congelatore.

 

Uno strato spesso di ghiaccio, soprattutto nel vano

 

congelatore, farebbe da isolante e l’apparecchiatura

 

consumerebbe di più per raffreddare.

 

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Ricordati che per ogni grado in più

 

di raffreddamento il consumo di

 

energia elettrica aumenta del 6%.

 

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Se chiudi subito la porta del frigo o eviterai di

 

aprirla se non necessario, non farai entrare

 

l’aria calda dell’ambiente evitando così

 

di consumare elettricità per far

 

riabbassare la temperatura.

 

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Scongelando gli alimenti in frigo non solo eviterai,

 

come già anticipato, di deteriorare il cibo ma

 

raffredderai ulteriormente l’ambiente interno

 

riducendo il lavoro del compressore.

 

Controlla anche che gli alimenti nel frigo

 

non ostacolino la chiusura della porta

 

 

 

VIDEO CONSIGLIATO

 

consigli per un frigorifero sempre in ordine

 

 

 

Non mettere il cibo ancora caldo in frigo perché

 

il vano interno si riscalderebbe e quindi come

 

il lasciar aperto a lungo la porta, consumeresti

 

molta energia per raffreddarlo nuovamente.

 

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Controlla regolarmente la guarnizione della

 

porta. La guarnizione isolante impedisce lo

 

scambio di calore tra l’aria esterna e il frigo

 

quindi se vedi che è usata o peggio rotta

 

sostituiscila immediatamente!

 

 

 

 

 

 

JOHANN DESNOUES

 

CHEF A DOMICILIO

 

professionale, referenziato

 

e specialista dal 2007 in Lombardia

 

nell’organizzazione di eventi,

 

buffet, pranzi, brunch e cene

 

in case private e società.

 

 

 

 

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